Per la prima volta nella storia, intorno all'anno 964, un astronomo persiano di nome Abd al-Rahman al-Sufi mise per iscritto qualcosa che nessuno aveva mai catalogato: una macchia di luce che non era una stella. La chiamò piccola nube. Nelle mappe del suo libro delle stelle fisse è un puntino disegnato dentro la bocca di un pesce, in una costellazione che il suo tempo chiamava «la donna incatenata» — stesa accanto al «portatore della testa di demonio» e proprio di fronte alla «donna sulla sedia».
Non erano decorazioni: dietro ogni nome c'era una storia. E questa è una storia degna dei tempi moderni. Invidia, dispetti, tradimenti ed eroi.
Giustamente
Si narra che Cassiopea, vanitosa come poche, insultò «giustamente» le altre Nereidi affermando che lei e sua figlia Andromeda fossero più belle. E che non si truccavano.
Le Nereidi la presero benissimo, come si può immaginare, e andarono a lamentarsi da Poseidone. Il dio del mare, «giustamente», per dispetto — e anche con un po' di mutanda in testa, visto che con una Nereide aveva una storia — non se la prese con Cassiopea. Se la prese col marito: Cefeo, re d'Etiopia. Il quale fu costretto «giustamente» a sacrificare la figlia vergine.
Così la povera, innocente e assai più modesta Andromeda finì incatenata a uno scoglio, ad aspettare per sempre il mostro marino che l'avrebbe divorata. E la madre? La madre fu destinata a sedere — comodamente, «giustamente» — a testa in giù proprio davanti alla figlia, a osservare la scena del pasto e a disperarsi all'infinito.
Manca qualcuno. Ah già: il poco biondo e poco azzurro Perseo. Figlio di Zeus e già famoso per aver decapitato Medusa la Gorgone, di ritorno dalla lunga impresa scorge la vergine Andromeda — bellissima, nuda e incatenata — e «giustamente» si innamora dei suoi occhi. L'amore è tale che affronta il mostro ingannandolo con giochi d'ombra sull'acqua, e subito dopo chiede la mano della fanciulla.
Da quell'unione nacquero Perse, re dei Persiani, e Gorgofone, regina di Sparta.
E la piccola nube?
La piccola nube di al-Sufi è la grande galassia più vicina alla nostra: 2,5 milioni di anni luce, un migliaio di miliardi di stelle, oltre 200.000 anni luce di diametro. È l'oggetto più lontano visibile a occhio nudo — la luce che arriva stasera è partita quando la nostra specie non esisteva ancora.
Nella foto si distinguono le corsie di polvere scura che seguono i bracci a spirale e, ai lati del nucleo, due galassie satelliti: M32, compatta e luminosa, e M110, più diffusa. Andromeda e la Via Lattea si avvicinano a 110 chilometri al secondo: fra qualche miliardo di anni saranno una cosa sola. Cassiopea, si spera, sarà ancora lì a guardare.
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