I progressi scientifici ci hanno abituato all'idea che nulla sia impossibile e tutto sia plausibile, purché riusciamo a spiegarlo.
Ebbene: se consideriamo la termodinamica degli stati entropici di un universo — il nostro — secondo cui potremmo trovarci, a un certo punto, in uno stato molto improbabile di equilibrio e fluttuazioni casuali; e insieme il principio antropico, secondo cui, semplificando, l'universo esiste finché ci sono osservatori autocoscienti a osservarlo; allora nasce la bizzarra ma del tutto coerente teoria dei cervelli di Boltzmann.
Cavalcando questo bellissimo paradosso su un motore a improbabilità infinita, penso che se questi cervelli esistono siano fatti così.
Quello che stiamo guardando davvero
È la Crescent Nebula (NGC 6888), una nebulosa a emissione nel Cigno, generata dalle potenti esplosioni di una stella di Wolf-Rayet: una stella enorme e furiosa, arrivata alla fase in cui si sta spogliando dei propri strati esterni e li scaglia nello spazio a migliaia di chilometri al secondo.
Si apprezzano due onde d'urto, nate dall'interazione fra la materia espulsa e il mezzo interstellare: quella esterna, composta principalmente da ossigeno ionizzato, e quella interna, di colore viola, di idrogeno e ossigeno insieme.
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