Piscine spaziali.
Nella costellazione del Sagittario, a pochi gradi celesti di distanza l'una dall'altra, troviamo la grande Nebulosa Laguna (M8, distante 4.100 anni luce, larga 110) e la vicina Nebulosa Trifida (M20, distante 5.200 anni luce, larga 21).
La prima ricorda un'enorme laguna, tutt'altro che rilassata: potenti venti stellari di polveri e idrogeno ionizzato. Il nome viene dalla banda scura di polvere che la attraversa e sembra dividerla come uno specchio d'acqua. Al centro, la stella Herschel 36 e l'ammasso NGC 6530 illuminano il gas; nelle zone più dense si riconoscono i globuli di Bok, bozzoli scuri di polvere dentro i quali si stanno formando nuove stelle. È una delle poche regioni di formazione stellare visibili a occhio nudo: una macchia allungata nella parte più densa della Via Lattea estiva, in direzione del centro della nostra galassia.
La Trifida deve il suo nome alla presenza di ben tre tipi di nebulosità. Il rosso indica una dominante di emissione dell'idrogeno, ionizzato da una singola stella centrale. L'azzurro è l'effetto della riflessione delle polveri alla radiazione ionizzata dell'ossigeno di quella stessa stella. E infine le parti oscure — divise in tre fasce, da cui il nome — sono diverse sedi di formazione stellare.
È un oggetto raro proprio per questo: mostra insieme i due modi in cui una nebulosa può brillare, di luce propria e di luce riflessa.
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